Un piccolo re, di ottone o legno, sulla porta sta, silenzioso e inerte.
Un pomolo antico, un segreto inferno, che a volte svela, a volte rinserra.
L’impasto colora, il tempo che stringe, ma un tocco, un respiro, e un mondo si apre.
Un viaggio senza fine, senza un ritorno, nel cuore dell’ombra, un’anima scappa.
Un ponte tra dentro e fuori, un gesto, una chiave di sogno, un grido silenzio.
Il pomolo resiste, indifferente e restio, a chi lo sfiora, a chi lo disegna.
Un silenzio profondo, un nodo che lega, la porta e la vita, un eterno dilemma.
Ma quel pomolo antico, un’anima spiega, il mondo è un’avventura, una danza che vaga.